1

Schermata 2020 12 28 alle 11.15.26

 

ALTO PIEMONTE- 28-12-2020-- Un DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) è un semplice atto amministrativo che non ha forza di legge. Deve rispondere ai requisiti generali dell’atto amministrativo e cioè l’intestazione, la motivazione e il dispositivo. Come tutti gli atti amministrativi, può essere impugnato con ricorso (in questo caso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio). Nella cosiddetta gerarchia delle fonti, occupa un posto non molto rilevante perché non può contraddire una legge o un atto avente forza di legge e soprattutto la fonte più importante, che è la Costituzione della Repubblica.

Non essendo una legge o un atto avente forza di legge, non può essere sottoposto al controllo della Corte costituzionale, a dimostrazione del fatto che non è un atto normativo. Un DPCM, essendo un atto amministrativo, non può essere annullato dal giudice ordinario (solo il TAR lo può fare). Ma esiste una legge del 1865 (tuttora in vigore), la n. 2248 allegato E, che prevede all’art. 4 che il giudice ordinario pur non potendo annullare il DPCM, può disapplicarlo se è in evidente contrasto con diritti e principi dell’ordinamento giuridico (cioè se è palesemente in contrasto con la legge o con la Costituzione).


Un Decreto-Legge invece è un atto avente forza di legge. In casi di necessità e urgenza, l’art. 77 della Costituzione attribuisce al Governo il potere di emettere atti aventi forza di legge che però sono sottoposti ad alcune condizioni. Innanzitutto, il giorno stesso il decreto-legge deve essere presentato alle Camere per essere convertito in legge entro sessanta giorni. Ovviamente le Camere possono modificare il decreto-legge come meglio credono perché si riappropriano del potere legislativo che è riservato per Costituzione solo a loro. Un Decreto-Legge abbiamo detto che ha forza di legge e, come tale, sia esso che la sua legge di conversione possono essere sottoposti al controllo, se richiesto, della Corte costituzionale secondo l’art. 134 della Costituzione. Se il Decreto-Legge non viene convertito in legge dalle Camere entro sessanta giorni, perde efficacia sin dall’inizio (cioè come se non fosse mai stato emesso).

Carlo Crapanzano

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.