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TORINO - 28-12-2020 - Tutta l’intersindacale Area Sanità Piemonte, ha scritto una dura lettera di stigmatizzazione e richiesta di chiarimenti all’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi e ai vertici amministrativi  della sanità piemontese. La presa di posizione si è resa necessaria  dopo la decisione  dell’assegnazione ai direttori generali delle aziende sanitarie di obiettivi per l’anno in corso. Assegnazioni che al sindacato appaiono irrazionali e tardive, "specie se a soli dodici giorni dal termine dell’anno stesso ci si deve aspettare le stesse vengano assegnate a cascata ai dirigenti medici e sanitari". Gli obiettivi da raggiungere per l’anno in corso, avrebbero dunque validità retroattiva "e nel merito appaiono improvvidamente illogici" riportano i medici che peraltro sottolineano come l’allungamento delle liste d’attesa, il cui abbattimento viene elencato tra gli obiettivi, sia stato causato da carenza di personale, di posti letto e dall’assenza per contagio dei sanitari stessi. "Nel 2020 tutti i dirigenti , anche non equipollenti, sono stati impegnati a gestire, con grande spirito di servizio ed abnegazione, l’emergenza pandemica, pertanto era impossibile per loro proseguire con l’attività ordinaria, che la Regione stessa ha sospeso", si legge nella lettera.
"Sono stati richiesti chiarimenti in merito ad una notizia circolata nei giorni scorsi secondo cui sarebbe stata operata una radicale e pericolosa modificazione del sistema assicurativo dei sanitari delle ASL e AO piemontesi senza informativa alcuna agli interessati - prosegue la nota sindacale -. Tutto questo accade,  ad oltre un anno dalla sottoscrizione del nuovo CCNL, senza che  s’intraveda nemmeno l’inizio della contrattazione integrativa; in verità in buona parte delle aziende sanitarie della regione nemmeno è ancora stato realizzato il confronto regionale. Allo stato attuale  non è dato  comprendere come si possa e si voglia attuare il contratto nazionale vigente da un anno e scaduto da due!"
"Di fronte a sorprese di fine anno che appaiono pessime, il sindacato regionale lamenta come, al termine di un 'annus orribilis', i dirigenti medici e sanitari, che attendevano un pan d’oro, rischino invece di ricevere dalla Regione Piemonte un pagnottone avariato;  chiede per queste ragioni  un radicale cambio di rotta".

A firmare la lettera, l'intera intersindacale piemontese della dirigenza sanità, composta da: Gilberto Fiore (AAROI-EMAC), Chiara Rivetti (ANAAO-ASSOMED), Adriano Ramello, (ANPOASCOTI-FIALS Medici), Sebastiano Cavalli (CIMO), Germano Giodano (CISL Medici), Gianpaolo
Di Rosa (FASSID), Andrea Sciarrone (FESMED), Clara L. Peroni (FP CGIL Medici), Maurizio
Bologna (FVM Federazione Veterinari e Medici), Emiliano Mazzoli (UIL FPL Coordinamento
Naz.le Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria) / Lucrezia Graziadei (FEDIRETS).

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