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BIELLA – 28-10-2019 – Mammografi all’avanguardia nel Piemonte orientale grazie alla Fondazione Tempia, che nel 2012 ha messo a disposizione un mammografo digitale all’ospedale degli Infermi ed ha promosso il progetto regionale Proteus Donna per digitalizzare lo screening mammografico nelle Asl di Vercelli, Novara e Vco, insieme ad altre realtà.

Ad analizzare i dati in Italia è stata un’inchiesta pubblicata dal Corriere della Sera e firmata dall’ex conduttrice di Report Milena Gabanelli, insieme a Simona Ravizza, che sottolinea i rischi dell’utilizzo di apparecchiature analogiche o troppo vecchie: diagnosi meno accurate, maggior impatto delle radiazioni sulle pazienti, maggiore probabilità di essere sottoposti a una mastectomia “distruttiva” anziché a un intervento conservativo

A Biella la tecnologia digitale ha fatto il suo ingresso in ospedale fin dal 2012, prima ancora del trasferimento nella nuova sede di Ponderano con due macchine, del valore di circa 200mila euro, una acquistata dalla Fondazione Tempia e l’altra donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Con l’avvio del progetto regionale Proteus Donna a Biella si è attivato l’utilizzo del mammografo dotato di tomosintesi, che genera mammografie tridimensionali, già nel 2015- Stesso progetto che ha raggiunto successivamente le aziende sanitarie di Novara, Vercelli e Vco, dando loro l’occasione di rinnovare i macchinari e affiancare gli operatori dello screening (medici radiologi, tecnici sanitari di radiologia medica e amministrativi) con i volontari del Fondo Edo Tempia che si sono occupati allìaccoglienza delle donne che hanno aderito al progetto. Terminato il progetto Proteus Donna, il supporto ai programmi di screening regionali da parte del Fondo Edo Tempia continua ancora attraverso la messa a disposizione di tecnici di radiologia specializzati per i territori delle Asl di Biella e Vercelli, la quale nello scorso agosto ha dotato di mammografi digitali anche gli ambulatori di Santhià e Gattinara.

«La mammografia è il cuore dei programmi di screening, che a loro volta sono lo strumento principale per la diagnosi precoce - sottolinea il direttore sanitario della Fondazione Tempia Adriana Paduos - Sappiamo che Biella è sempre stata all’avanguardia in questo campo, grazie alla collaborazione quasi trentennale tra Fondo Edo Tempia e Asl Bi, fin dai primi albori a livello nazionale dei programmi di prevenzione nati qui a Biella, prima con lo screening citologico alla fine degli anni ‘80 e poi con quello mammografico all’inizio dei ‘90».

 

 

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