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biella lega gazebo
 
BIELLA 15-09-2020 Sono state oltre 350
 
le firme raccolte dalla Lega nei gazebo svolti a Biella, Cossato, Valdilana e Mongrando per chiedere le dimissioni del ministro Azzolina e per rivendicare le politiche di Matteo Salvini sui porti chiusi, per le quali ora rischia fino a 15 anni di carcere.
 
Lunedì sono ricominciate le scuole con gravi mancanze imputabili alla mala gestione del ministro Azzolina, per questo come Lega riteniamo che non sia stata all’altezza della gestione della riapertura - nonostante siamo stati gli ultimi in Europa a tornare in aula - e che non sia adeguata ad affrontare ulteriormente questa importantissima gestione, soprattutto in tempi così difficili. Auguriamo buona ripartenza a tutti gli studenti, auspicando che possano tornare presto se non alla normalità perlomeno alle condizioni scolastiche dei loro colleghi europei. I milioni spesi inutilmente per i banchi avrebbero potuto essere investiti per l’assunzione di nuovi docenti, anche di sostegno, e personale ATA, oltre che per apparecchi per la misurazione della febbre a scuola. Il Comune di Biella ha stanziato 520mila euro in più per garantire il servizio mensa in sicurezza con lo scodellamento mentre il ministero rischia di sprecare 500 milioni di euro per gli inutili banchi a rotelle. Alla faccia delle urla contro gli sprechi del M5S di un tempo.
 
“Oltre al problema della riapertura delle scuole – aggiunge Michele Mosca, commissario della Lega per Salvini Premier Biella e Consigliere regionale – questo Governo fa ricadere sui territori anche gli effetti del problema della riapertura dei porti. Le centinaia di firme dei biellesi sono un chiaro segnale di vicinanza a Matteo Salvini in vista del processo a suo carico che inizierà il 3 ottobre e di approvazione alle sue promesse mantenute. Ma sono anche un chiaro messaggio contro il business dell’accoglienza che sta tornando a crescere e a creare disagi e problemi anche sanitari, come avvenuto nei giorni scorsi. Riveste inoltre particolare importanza il risultato che si otterrà al referendum per il taglio dei parlamentari, perché una sconfitta della battaglia storica voluta dai 5 Stelle, unita ad un ottimo risultato del centrodestra che si sta profilando nelle Regioni che vanno a elezioni, potrebbe significare una caduta del governo Conte così come avvenne nel 2016 con Renzi”.
 

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