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BRIGA - 10-06-2021 - La delegazione regionale FSI-USAE composta da Salvatore Orifici e Giusy Pace, ha partecipato l'8 giugno 2021 al confronto regionale indetto dalla Direzione della Sanità Pubblica dell’Assessorato alla Sanità sul tema dell’obbligo vaccinale del personale sanitario.

La Direzione della Sanità Pubblica regionale ha snocciolato i dati provvisori dei dipendenti sanitari del Servizio Sanitario Regionale che non si sono sottoposti alla vaccinazione Sars-Cov-2, anticipando che allo stato mancano all’appello dei vaccinati oltre 5.000 sanitari. Dato sicuramente ancora sottostimato poiché non completo e carente dei lavoratori somministrati e di coloro che operano nell’ambito degli appalti.
"Il dato tuttavia non sorprende - commenta il Segretario Regionale FSI USAE Salvatore Orifici, - poiché è linea con la percentuale media nazionale stimata intorno al 15%".
Tutte le categorie professionali sanitarie, nessuna esclusa, dai medici, al personale infermieristico, tecnico sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, presenta in Piemonte numeri di non vaccinati di assoluto rilievo.
L’applicazione della Legge che prevede la misura estrema della sospensione dal servizio senza retribuzione diviene pertanto di difficilissima attuazione, specie nel periodo estivo con i piani ferie già autorizzati e con la consueta riduzione di talune attività.
A questo si aggiunga la difficoltà del recupero delle liste d’attesa createsi dal forzato stop per l’emergenza sanitaria; obiettivo nazionale, oltre che regionale, per fornire a migliaia di cittadini le prestazioni sanitarie da troppo tempo interrotte.
Sono ormai moltissimi mesi che i cittadini attendono di essere chiamati per interventi chirurgici, visite mediche, prestazioni diagnostiche, ecc.
Insomma una mole di lavoro straordinaria che richiede già di per sé la presenza degli organici a pieno regime, a cui si aggiunge la campagna vaccinale, altra attività che assorbe non poche risorse. trovato il corretto corrispettivo economico concordato a livello regionale e
qualora non si risolva subito questo aspetto, il rischio è di avere sempre meno adesioni per le prestazioni straordinarie e di mandare il tilt il piano di recupero delle attività sanitarie.
Il tema vaccinale Sars-Cov-2, oltre che scientifico, dove sono presenti posizioni fortemente contrastanti e divisive nello stesso mondo sanitario, riveste quindi soprattutto il prevalente aspetto giuridico, proprio in considerazione del fatto che il legislatore, piuttosto che sull’educazione sanitaria, ha scelto per i sanitari, forse
frettolosamente, di imporne l’obbligo puntando sull’effetto alone delle
penalizzazioni; efficacia tuttavia che ha trovato terreno più fertile nel settore della sanità privata e socio assistenziale, laddove i contesti lavorativi sono bilanciati fra le parti in modo diverso rispetto al servizio pubblico.
La FSI USAE lo aveva comunque previsto: la legge sull’obbligo vaccinale, così come formulata, contiene diverse criticità giuridiche e mette a rischio il concreto adempimento alle norme che tutelano i diritti costituzionali dei lavoratori e dei cittadini italiani".

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