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ospedale biella

 

BIELLA 24-11-2021 L’Asl Biella ha attivato l’Ambulatorio multidisciplinare di Alcologia (A.M.A.), rivolto a pazienti con patologie legate al consumo di alcol. Al nuovo servizio gratuito di assistenza, gestito in collaborazione tra l’Ambulatorio di Epatologia e il Servizio per le Dipendenze patologiche di Biella, è possibile accedere esclusivamente su prenotazione, senza impegnativa medica né pagamento di ticket.

«L’obiettivo è di supportare gli utenti e le loro famiglie in un percorso terapeutico che comprenda la cura della patologia epatica e del disturbo legato all’uso problematico di alcol, nell’ottica di modificare lo stile di vita a rischio per la salute e migliorare la qualità di vita del soggetto preso in carico», spiegano i responsabili dell’A.M.A..

ASSISTENZA MULTIDISCIPLINARE

L’Ambulatorio Multispecialistico Alcologico è inserito in un contesto multidisciplinare, basato sulla collaborazione fra l’Ambulatorio di Epatologia del responsabile dottor Paolo Scivetti, e l’équipe alcologica del Servizio per le Dipendenze patologiche, con la dottoressa Carmen Coppola referente aziendale per l’alcologia.

COME PRENOTARE UN APPUNTAMENTO

Sarà possibile ottenere un appuntamento esclusivamente su prenotazione, telefonando al numero 01515159170 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle 12,30 e dalle ore 14 alle 15,30, specificando la richiesta di visita presso l’Ambulatorio Multidisciplinare di Alcologia.
L’A.M.A. si trova all’interno della Piastra A dell’Ospedale di Biella, nell’Ambulatorio di Epatologia.

                      

I NUMERI DELLE PROBLEMATICHE ALCOL-CORRELATE NEL BIELLESE

La diffusione e la gravità delle problematiche alcol-correlate richiedono di intercettare precocemente i comportamenti a rischio di abuso e di diffondere una sensibilizzazione verso il bere responsabile. Nel biellese, le persone con problemi alcol-correlati prese in carico dall’ASLBI nel biennio 2018-2019 sono state 373, mentre in quello 2020-2021 (dati aggiornati allo scorso 15 ottobre) sono state 328, tenendo conto delle restrizioni dettate dall’emergenza Covid. In entrambi i casi l’80% dell’utenza è rappresentato da uomini, in particolare nella fascia d’età 50-59 anni.

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