1

soldi

 

BIELLA 10-05-2022 Il gruppo Sella ha chiuso il primo trimestre del 2022 con risultati positivi e in ulteriore crescita, grazie al buon andamento in tutti i settori della propria attività. Il bilancio consolidato al 31 marzo 2022, approvato oggi dal Consiglio d’amministrazione della capogruppo Banca Sella Holding, infatti, ha registrato un utile netto di 35 milioni di euro, in crescita rispetto all’equivalente risultato dello stesso periodo dell’anno precedente pari a 17,6 milioni di euro, senza considerare le componenti non ricorrenti. Considerando la plusvalenza ottenuta dalla realizzazione della joint venture paritetica in Hype, che aveva portato all’acquisizione di una quota complessiva del 10% di illimity Bank, l’utile netto al 31 marzo 2021 era stato di 68 milioni di euro.

Di fronte allo scenario complesso di inizio anno, caratterizzato dalle tensioni e dalle incertezze della guerra in Ucraina, il gruppo Sella – che non ha alcuna esposizione diretta ai rischi connessi ai paesi coinvolti nel conflitto – ha reagito con il tradizionale spirito di sana e prudente gestione, definendo un dettagliato e accurato Contingency Plan. Il gruppo ha continuato quindi a svolgere in piena efficienza la propria attività e a promuovere lo sviluppo di un ecosistema innovativo e sostenibile per dare risposte efficaci alle esigenze finanziarie di famiglie e imprese.

Particolarmente positivo è stato il margine di intermediazione, che ha registrato una crescita di 42,3 milioni di euro (+24%), raggiungendo i 218,4 milioni di euro. Il margine di interesse e i ricavi netti da servizi sono aumentati rispettivamente del 42%, a 81,2 milioni di euro, e del 9%, a 96,4 milioni di euro. Il risultato netto dell’attività finanziaria è cresciuto del 33,8%, a 40,8 milioni di euro, per effetto delle plusvalenze dalla vendita di titoli e dalle cessioni dei crediti fiscali.

La raccolta globale al valore di mercato è stata di 49 miliardi di euro, in leggero calo dello 0,5% rispetto ai 49,2 miliardi di euro di fine 2021. Tale flessione è dovuta alla diminuzione di 1,5 miliardi di euro del valore dei corsi dei titoli, derivante dalla flessione dei mercati in conseguenza dello scenario esterno generale caratterizzato in particolare dagli eventi bellici e dal perdurare di un’elevata inflazione, nonostante una raccolta netta globale positiva per 841 milioni di euro. Gli impieghi a supporto delle attività di famiglie e imprese, comprensivi dei pronti contro termine, sono cresciuti del 10,3% raggiungendo i 10,8 miliardi di euro; al netto dei pronti contro termine gli impieghi sono cresciuti del 3,3% raggiungendo i 10 miliardi di euro.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.