BIELLA 18-09-2023 In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio” (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, l’Archivio di Stato di Biella inaugura una mostra documentaria presso la sua sede, nel pomeriggio di domenica 24 settembre.
L’evento sarà occasione per presentare i nuclei di documenti che la famiglia La Marmora ha donato all’Archivio di Stato di Biella lo scorso anno e che vanno ad integrare il complesso archivistico già presente in Archivio di Stato da circa 50 anni: quello relativo alla famiglia Ferrero della Marmora.
I nuovi fondi, prodotti dalle due generazioni successive a quella dei famosi generali risorgimentali (famiglie di Tommaso Ferrero della Marmora e Maria Luisa d’Harcourt e di Enrichetta Ferrero della Marmora e Mario degli Alberti), permettono di conoscere altri protagonisti della nota famiglia biellese, vissuti in epoche più vicine a noi. Attraverso le numerosissime lettere presenti all’interno dei fondi, scambiate nel corso degli anni tra i membri della famiglia ed amici, conoscenti, esponenti del mondo politico e culturale dell’epoca, è possibile conoscere aspetti della loro vita personale, così come della loro carriera e vita sociale.
Tra queste lettere un carteggio in particolare ha attirato la nostra attenzione: - spiegano la direttrice dell’Archivio di Stato di Biella, Silvia Sette, e l’archivista Samuela Cupello - la corrispondenza tra Mario degli Alberti e l’archivista Filiberto d’Emarese. Più di duecento missive, manoscritte, hanno permesso di approfondire un aspetto spesso poco conosciuto quando si parla di archivi: il lavoro di riordino e dI descrizione. Chi accede alla nostra sala di studio, come in quelle degli altri Archivi di Stato, ha a disposizione, nella maggior parte dei casi, strumenti di ricerca che permettono un più facile reperimento dei documenti di interesse. Ma come si arriva alla nascita di questi strumenti? Quale lavoro c’è dietro? Attraverso i documenti in mostra proviamo a rispondere a una domanda che ci viene rivolta spesso: “cosa fa un archivista?” curiosando nel lavoro svolto, a partire dai primi del ‘900 per circa 20 anni, dal barone Filiberto d’Emarese su incarico di Mario degli Alberti. Attraverso il carteggio tra i due, scopriamo gli aspetti puramente teorici, ma anche quelli pratici del lavoro di riordino, fino ad arrivare al progetto dei mobili e dei contenitori, e c’è spazio anche per episodi curiosi e aneddoti inaspettati! Il lavoro svolto da Mario e Filiberto ha fatto sì che la totalità delle carte fino ad allora conservate nell’antica dimora di famiglia al Piazzo fossero ordinate e descritte per mantenere “in vita” la memoria di cui sono portatrici, a
vantaggio di tutta la comunità.
Ed ecco che la mostra si collega al tema scelto quest’anno, a livello europeo, per le Giornate Europee del Patrimonio: Patrimonio InVita (Living Heritage): il patrimonio archivistico mantiene in vita quella che è la memoria di un territorio, di un paese, di una comunità.
La mostra verrà inaugurata domenica 24 settembre 2023, tra le 14,30 e le 18,30, con visite guidate gratuite a cura del personale dell’Istituto alle ore 15:00, 16:00 e 17:00.


